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Cardo mariano - proprietà, benefici, utilizzo e controindicazioni. Scopri le proprietà del cardo mariano, i benefici per la salute, come si usa, a cosa serve, come preparare una buona tisana di cardo mariano, le controindicazioni e gli effetti collaterali.

Cardo mariano: proprietà, benefici, utilizzo e controindicazioni

Il Cardo mariano è una pianta erbacea nota soprattutto per le sue proprietà curative per il trattamento dei disturbi del fegato. Il Cardo mariano ha anche un’azione antiossidante, molto utile per combattere i segni dell’invecchiamento e capace di neutralizzare l’eccesso di radicali liberi. Scopriamo le proprietà del Cardo mariano, i benefici per la salute e le eventuali controindicazioni.

Cardo mariano: composizione chimica e organica

Com’è naturale che sia tutto ciò che può essere ricondotto alle proprietà benefiche e alle azioni curative del cardo mariano sono da imputare agli elementi chimici e organici che ne costituiscono la sua composizione.

Nel dettaglio il cardo mariano è costituito da una miscela di favanolignani tra cui la silimarina, che troviamo in una quantità minima dell’8% sul totale della sua composizione, che a sua volta comprende la silibina, la silidianina e la silicristina, tutti elementi fondamentali da cui derivano la maggior parte degli effetti benefici che questa pianta ha sul corpo umana e sulla salute.

Troviamo poi i flavonoidi, tra i quali il canferolo, la quercetina, la taxifolina, e il deidrocanferolo; composti amminici quali la tiramina e l’istamina ed infine le vitamine di tipo C, E e K.

Vediamo più nello specifico quali sono le azioni che è in grado di svolgere sull’organismo la silimarina ed i suoi composti.

Cardo mariano: proprietà, benefici ed uso

Come accennato in precedenza, la maggior parte delle proprietà benefiche attribuili all’assunzione del cardo mariano sono da imputare alla presenza della silimarina, in grado di svolgere un’azione epatoprotettiva, antiossidante e antinecrotica.

In particolare l’importante azione epatoprotettiva si svolge attraverso diversi meccanismi all’interno del nostro corpo fra cui è indispensabile citare come la silicristina e la silidianina sono in grado di proteggere e depurare il fegato da tossine e sostanze tossiche in generali quali ad esempio l’alcool e il fumo da sigaretta, modificando le membrane cellulari degli epatociti in modo tale da impedire la penetrazione delle tossine all’interno delle cellule epatiche.

Al contrario la sibilina diminuisce la produzione di anioni superossidi e inibisce la sintesi di leucotrieni a livello epotico, donando al cardo mariano delle potenti proprietà antiossidanti.

Al di là di queste importantissime funzioni, il cardo mariano può essere utilizzato per combattere l’ipotensione grazie alla presenza della tiramina che stimola le catecolammine e aumenta la pressione sanguigna. E’ presente anche un’azione lattogenica dovuta ai flavolignani che permettono l’aumento della produzione di latte durante l’allattamento, mentre la presenza della taxifolina permette di avere un’azione stimolante della diuresi utile per l’eliminazione di gonfiori e della ritenzione idrica.

Il cardo mariano può vantare inoltre delle proprietà digestive dovute ai tannini e ai polifenoli, componenti amare che stimolano la secrezione della saliva e dei succhi gastrici facilitando la digestione, oltre che aiutare ad abbassare i livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue dal cui eccesso dipende il diabete di tipo 2.

Recenti studi scientifici hanno inoltre evidenziato come l’assunzione del cardo mariano faciliti e aiuti il dimagrimento del corpo grazie alla sua azione depurativa.

Cardo mariano: modalità di assunzione

Grazie alle sue numerose proprietà benefiche, il cardo mariano è disponibile sul mercato sotto forma di differenti tipologie di prodotto erboristico, dalle capsule alla tintura madre fino all’estratto o alle tisane pronte da bere.

Se si vuole creare un prodotto totalmente naturale e in casa, si può preparare un semplice decotto versando un cucchiaio di semi di cardo mariano in una tazza di acqua fredda e lasciarla sul fuoco fino all’ebollizione. Basterà lasciare la bevanda in infusione per 10 minuti circa, filtrare l’infuso e berlo specificatamente lontano dai pasti.

Se si ha invece a disposizione della tintura madre, è consigliabile assumerne 20 gocce prima dei pasti, mentre questa forma di assunzione del cardo mariano è sconsigliato per chi soffre di disturbi cronici del fegato da sostituire con delle pasticche sempre a base di cardo.

Cardo mariano: controindicazioni ed effetti collaterali

Sebbene l’utilizzo del cardo mariano sia totalmente sicuro e non siano stati riscontrati effetti collaterali di grave entità, un’eccessiva assunzione potrebbe causare sensazioni di gonfiore e pienezza, provocare mal di testa o potrebbe portare ad un effetto lassativo.

Nello specifico è sconsigliato il suo utilizzo, oltre se si è ipersensibili ad un componente del cardo mariano, per i pazienti cardiopatici ipertesi e per i pazienti affetti da ostruzione delle vie biliari.

Per quanto riguarda la sua interazione con i farmaci, esso potrebbe modificare gli effetti di farmaci a base di metronidazolo diminuendone l’efficacia o con l’aspirina, a causa della presenza della silimarina che ne altera il metabolismo.

Per le donne in gravidanza o in fase di allattamento non sono stati invece rilevati alcuni effetti collaterali, ma è bene in qualsiasi caso consultare il proprio medico di base anche per una posologia corretta della pianta.

Cardo mariano: caratteristiche e cenni storici

Nel corso degli ultimi secoli la medicina ufficiale ha fatto passi da giganti sia nel campo della ricerca sia nel campo dei medicinali e delle cure inerenti a malattie fino a poco tempo fa destinate a rimanere incurabili. Nonostante al giorno d’oggi siano presenti davvero numerosi rimedi e diverse forme di prevenzione per la maggior parte delle patologie, grazie anche alla sempre più facilità di diffusione dei farmaci e alla loro sempre più ampia disponibilità per tutte le persone, non si sono abbandonati del tutto i rimedi tradizionali e classici il cui utilizzo viene tramandato di generazione in generazione e in molti casi derivano da secoli lontani alla nostra epoca.

Non stupisce dunque lo sviluppo della fitoterapia, dal greco phytòn (“pianta”) e therapéia (“cura”), ossia una pratica medica che prevede la somministrazione di piante o di elementi naturali per la cura delle malattie o per la prevenzione di alcune patologie. Sebbene questa disciplina non si sia ancora sviluppata del tutto e resta ambigua per quanto riguarda il suo riconoscimento istituzionale, le sue origini sono antiche e la sua teorizzazione proviene dal trattato francese “Lineamenti di fitoterapia” della fine del 1800 e alcuni Stati fra cui la Gran Bretagna ne hanno previsto la regolamentazione.

Nella fitoterapia i principali elementi utilizzati per la cura delle malattie sono gli estratti delle piante e dei frutti, ed è proprio in questa disciplina che si pone il comune cardo mariano, una pianta erbacea biennale appartenente alla famiglia delle Asteracee che cresce in tutto il bacino del Mediterraneo e in particolar modo nel territorio italiano nelle zone meridionali.

Conosciuto con il nome scientifico di Silybum marianum, si caratterizza per un fusto robusto che può raggiungere fino i 150 centimetri di altezza con foglie larghe e seghettate con spine, per un frutto acheno che presenta delle setole di colorazione bianca e per dei fiori di colore rosso purpureo che raggiungono la piena maturazione nel periodo estivo. Il suo utilizzo è molto importante in campo fitoterapico ma nonostante questo la sua coltivazione non è massiccia, probabilmente perché è un arbusto spontaneo dalla larga diffusione su qualsiasi tipo di terreno con un’ottima esposizione solare.

Sulle origini del nome comune, sebbene sia conosciuto anche come cardo della Madonna o carciofo selvatico, esistono numerose leggende fra cui due che fanno riferimento all’ambito religioso e nello specifico la prima che associa le macchie bianche presenti sulle foglie ad una goccia di latte caduta dal seno della Vergine Maria e la seconda che narra di come Giuseppe e Maria si sarebbero nascosti con Gesù in un campo di cardi, da cui deriva poi l’aggettivo “mariano”. Al contrario le origine della parola “cardo” si fanno risalire tradizionalmente sia alle sue proprietà benefiche riguardanti il cuore sia all’accostamento della parola “cardare”, ossia alla pettinatura della lana che può benissimo essere associata alla fisionomia della pianta.

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